Origini e Cenni Storici

Le notizie sui primi insediamenti in quello che attualmente è il territorio del comune di Montecastrilli, risalgono al passaggio di alcuni eserciti ed in particolare di quello di Annibale diretto contro Roma nel terzo secolo avanti Cristo.

Molto probabilmente il capoluogo trae il suo nome da “Castrillorum”, termine latino che indicava una serie di piccoli accampamenti. Segue una fase storica che accomuna le varie frazioni del territorio caratterizzata dalla presenza e dalla colonizzazione da parte dei romani che si riscontra sia dalla particolare struttura fortificata sia dagli stessi toponimi. Segue un lungo periodo in cui le varie frazioni del comune sono oggetto di lunghe e sanguinose guerre che vede protagoniste le potentissime città di Carsulae, Todi e Spoleto.

Nel 962 il re di Germania assegnò al Conte Arnolfo quel vasto feudo che si stendeva tra Narni, Terni, Spoleto e Todi e che prese il nome di “Terre Arnolfe”. All’inizio del XII secolo, con la frantumazione del feudo degli Arnolfi, il territorio viene assorbito dal Comune di Todi. Per questa ragione in tutti i paesi si notano stemmi con al centro l’aquila simbolo della città di Todi. Il territorio segue le vicende del Contado di Todi caratterizzato da continue lotte fra la fazione dei Guelfi e quella dei Ghibellini rappresentate, rispettivamente, dagli Atti e dai Chiaravalle. Memorabile per il paese fu il passaggio nel 1543 del Papa Paolo terzo che, tornando a Roma da Todi, era accompagnato da sette cardinali e da una scorta di 1.400 lance a cavallo.

Il XVII secolo segnò per il paese un importante progresso sociale ed economico ed è di questa epoca l’Universitas hominun et Massariorum Montis Castrillorum fregiata dallo stemma tre Monti verdi in campo azzurro: S.Vittore, Santo Polo e San Martino.

Nell’età napoleonica (1810) Montecastrilli fu creato municipio autonomo dipendente del Cantone di Amelia, circondario di Todi, Prefettura di Spoleto. Gli sconvolgimenti dell’’era Napoleonica, con l’annessione all’Impero Francese e l’introduzione di profonde riforme amministrative, politiche ed economiche, avevano interessato marginalmente il mondo agricolo e quindi anche nel nostro territorio la classe dirigente si confermava la stessa del periodo pontificio.

Nel 1849, in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana, passa per Castel Todino l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi. Nel 1860 il Comune entrò a far parte del Regno d’Italia.