Ida o il delirio

Ida o il delirio

di Hélène Bessette

Ida è morta. Una vecchia domestica al servizio di Madame Besson. Figura discreta e ammaccata dall'età. Serva taciturna e tuttofare. Un coeur simple. La sua vita si riduceva al suo lavoro. Amava i fiori che regolarmente annaffiava la sera. Diceva enigmaticamente di essere «un uccello notturno» (Ida-Loulou?). Ida è stata investita da un camion e scaraventata a otto o nove metri di distanza dal punto d'impatto. Incidente? Crimine? Suicidio? Bessette ci tiene a precisare che questo libro «non è assolutamente un romanzo poliziesco». Si tratta infatti del «romanzo-problema Ida». Chi era veramente Ida? Perché passava tutto il tempo a fissare i suoi grandi piedi, invece di prestare attenzione al mondo che la circondava? «Ida non camminava come noi»: questo forse il suo problema, il «Problema-Ida». Il suo delirio, che l'ha portata - etimologicamente - a errare fuori dal tracciato, dalle strisce, finendo scaraventata fuori strada. D'altra parte, come dice Bessette, è dall'errore «che nasce il romanzo».